La stipsi, riferita dai pazienti come stitichezza, è un disturbo frequente: si calcola che in Italia ne siano affetti almeno 4 milioni di persone. Anche se è luogo comune ritenere che si debba evacuare almeno una volta al giorno, in realtà ogni individuo ha i suoi ritmi, per cui è normale “scaricare” anche più volte al giorno e per altri possono bastare 2-3 volte. Tra le cause di stipsi vi sono errate abitudini alimentari o comportamenti e l’assunzione di farmaci (Tabella 1).

L’Importanza dello Stile di Vita:

- Mantenere un’appropriata e costante attività fisica che agevola la motilità intestinale.
– Osservare una dieta ricca in fibre e bilanciata.
– Assumere liquidi in quantità adeguata.
– Non reprimere lo stimolo alla defecazione, bensì impostare una “routine intestinale”.
– Dedicare il tempo necessario alla funzione intestinale.
Alimenti ricchi in fibre sono mele e pere (con la buccia!), fichi, arance, prugne, pesche, verdura – cavoli, cavolini di Bruxelles, cavolfiori, carote, piselli, spinaci, lattuga -, fagioli, pane integrale, riso e pasta integrale, mais, crusca, avena, orzo. E’ bene invece evitare formaggi e latte, spezie, cibi salati, cioccolato, frutta secca.

Quanto bisogna bere? Si devono bere almeno 6-8 bicchieri di acqua al giorno. Un’altra norma, spesso trascurata, mentre è peraltro di facile attuazione è quella di abituare l’intestino a svolgere la sua funzione. L’attività propulsiva intestinale aumenta al risveglio e con l’assunzione di cibo, che innesca il riflesso gastrocolico: la mattina, quindi, dopo la colazione, sarebbe il momento migliore. Ma se, per motivi pratici o per mancanza di tempo, l’evacuazione mattutina è difficoltosa, è meglio scegliere un altro momento della giornata da dedicare alla funzione intestinale, senza fretta e senza ansia.

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Tabella 1 – FARMACI CHE INDUCONO STIPSI

- Antiacidi: idrossido di alluminio, carbonato di calcio.

- Antidepressivi: amitriptilina, clomipramina, desipramina, imipramina, lofepramina, maprotilina, nortriptilina, trimipramina, trazodone, litio.

- Diuretici; amiloride, clorotiazide.

- Fans: indometacina, sulindac e altri.

- Antipertensivi: clonidina, alfa-metildopa, reserpina (obsoleto), beta-bloccanti (propranololo).

- Antiparkinson: levodopa, bromocriptina.

- Antipsicotici: flufenazina, promazina, trifluoperazina.

- Antiepilettici: fenitoina, carbamazepina.

- Antistaminici anti H: soprattutto quelli di prima generazione ad attività antimuscarinica.

- Calcio Antagonisti: verapamil, diltiazem, nifedipina.

- Miscellanea: sali di ferro, metalli pesanti, solfato di bario, dietilpropione (amfepramone) (antiobesità ad attività amfetamino simile), mazindolo (amfetamino simile).

- Morfina e derivati: codeina, diidrocodeina, ossicodone, destropropossifene, levorfanolo, fenazocina.

- Ipocolesterolemizzanti: colestiramina.

- Antitumorali: vinblastina, vincristina, vindesina.

- Antiulcera: ranitidina, sucralfato.

- Antispastici (anticolinergici): loscina, propantelina.

- Ipoglicemizzanti orali: glipizide.

- Octreotide.

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I Lassativi

I lassativi vengono classificati sulla base del loro meccanismo d’azione principale (Tabella 2). Va però segnalato che un lassativo può avere più meccanismi d’azione: per esempio l’olio di vaselina (paraffina liquida) ha proprietà sia emollienti sia lubrificanti, il docusato sodico è sia emolliente sia blandamente stimolante.

Tabella 2 – CLASSIFICAZIONE DEI LASSATIVI

Lassativi formanti Massa o di Volume: aumentano il volume del residuo solido non assorbibile e quindi aumentano la massa fecale;

metilcellulosa, carbossimetilcellulosa, sterculia, acido alginico/agar, crusca, ispaghula, psyllium, semi di lino, glucomannano, resine carbofiliche (calcio policarbofilo) – tempo di insorgenza: 2-3 giorni.

Lassativi Osmotici: sostanze non assorbite o scarsamente assorbite trattengono acqua per osmosi nel lume intestinale, favorendo la formazione di feci semiliquide che stimolano la peristalsi intestinale;

purganti salini: solfato di sodio, fosfato di sodio, citrato di sodio, solfato e idrossido di magnesio, citrato di magnesio – carboidrati non assorbibili: lattulosio, lattitolo, sorbitolo, mannitolo, glicerina – altri: polietilenglicole (Macrogol 3350) – tempo di insorgenza: 6-8 h per bassi dosaggi, 1-3 h per alti dosaggi.

Lassativi Emollienti delle Feci: modificano la consistenza delle feci, ammorbidendole;

docusato di sodio, paraffina liquida – tempo di insorgenza: 15-30 minuti per via rettale.

Lubrificanti: rivestono l’intestino e la massa fecale con un film idrorepellente;

paraffina liquida (olio di vasellina), glicerina, olio di mandorle, olio di oliva.

Lassativi Stimolanti o di Contatto: aumentano la motilità e la secrezione intestinale;

derivati del difenilmetano: bisacodile, picosolfato di Na – derivati antrachinonici: senna (cassia angustifolia e acutifolia), cascara (rhamnus purshiana), frangula (rhamnus frangula), rabarbaro (rheum palmatum), aloe (aloe barbadensis) – tempo di insorgenza: 6-12 ore per i primi (15-30 minuti per via rettale) e 8-12 ore per i secondi.

Ove non altrimenti specificato, il tempo di insorgenza dell’effetto si riferisce alla somministrazione orale.

La Stipsi nel Bambino

Nel bambino la stipsi spesso è “funzionale” (dieta povera di fibre, inserimento al nido/asilo/scuola, sedentarietà da troppa TV e videogiochi). La stipsi cronica colpisce circa il 3% dei bambini. Il bambino si sforza ma elimina solo una scarsa quantità di feci, che accumulandosi possono formare una massa ristagnante, voluminosa e dura, il “fecaloma”.

La defecazione può comportare lesioni della mucosa anale con comparsa di dolorose ragadi. A parte gli interventi di ordine alimentare e comportamentale, che richiedono la partecipazione attiva dei genitori, non esiste un consenso su quale sia la terapia lassativa più appropriata da utilizzare nei bambini. Per il trattamento della stipsi occasionale si può intervenire con microclismi o supposte di glicerina o con clistere con tondino rettale di 200ml di acqua e olio di vaselina.

La Stipsi nell’Anziano

Nell’anziano avvengono modificazioni fisiologiche dell’apparato intestinale che possono contribuire all’instaurarsi della stipsi. L’anziano talora svolge poca attività, inoltre l’anziano che vive solo tende ad alimentarsi in modo irregolare e insufficiente e può andare facilmente incontro a disidratazione, poichè non sente il bisogno di bere al pari di un giovane adulto. Inoltre alcune patologie croniche (per esempio malattia di Parkinson, diabete) possono indurre stipsi, così come molti dei farmaci che il paziente anziano polipatologico deve assumere cronicamente. Nell’anziano l’intervento terapeutico è particolarmente delicato ed è consigliabile sempre privilegiare l’approccio non farmacologico: consigliare quindi una buona idratazione e un buon quantitativo di fibra nell’alimentazione. Si deve fare molta attenzione nella scelta di un lassativo rispetto a un altro: i lassativi più blandi, che in questi pazienti sarebbero di norma i più indicati, possono peggiorare la stipsi e comportare addirittura occlusione intestinale negli allettati; in questo caso i lassativi stimolanti/di contatto sono i più appropriati.

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